Collazione (diritto)

In ambito giuridico la collazione, disciplinata dagli artt. 737 e ss. del Codice civile, è l'obbligo imposto a taluni soggetti (figli, i loro discendenti e il coniuge) che accettino l'eredità, di conferire alla massa che compone il patrimonio del defunto, quanto dal medesimo ricevuto in vita per donazione diretta o indiretta, salvo che il testatore non li abbia da ciò dispensati.

Presupposto perché operi l'obbligo della collazione è che il donatario accetti l'eredità. Ad esempio, se Tizio, vedovo con due figli, muore lasciando beni per 100 e donazioni effettuate in vita al figlio Primo per 50, potranno verificarsi le seguenti situazioni: se Primo accetta l'eredità, egli sarà tenuto a restituire alla massa ciò che ha ricevuto in vita dal testatore (50), formando così un patrimonio da dividere con il proprio fratello pari a 150. In tal caso ai sensi dell'art. 566 c.c., il patrimonio dovrà dividersi in parti eguali e quindi Primo otterrà in definitiva un valore di (100+50)/2 = 75. Se invece Primo decidesse di non accettare l'eredità del padre egli potrà trattenere la donazione a lui fatta (50), ma l'eredità verrà interamente devoluta al proprio fratello Secondo, il quale riceverà 100. Si tratta di un conferimento reale, e quindi non va confuso con l'operazione, puramente fittizia, che consiste nel sommare ciò che è rimasto del patrimonio a ciò che è stato regalato in vita. Qui, invece, si aggiunge alla massa ereditaria, che sono i beni che appartengono al defunto al momento dell'apertura della successione i beni che egli ha regalato, quando era in vita, ad alcune categorie di suoi successori. I beni immobili devono essere conferiti per imputazione o in natura, e quindi, ad es., Caio conferirà l'appartamento che gli ha donato il padre; i beni mobili (ad. es un brillante a Tucilia) devono essere imputati per valore (il valore che essi hanno al tempo dell'apertura della successione).

La collazione era anche una voce dei diritti forensi dovuti per il controllo della consistenza tra gli originali e le copie "delle comparse e di qualsiasi altro atto da comunicarsi, da notificarsi e comunque da depositarsi agli atti del processo". Il diritto si riferiva alla mera operazione di collazione e non copriva le spese vive sostenute, che potevano essere addebitate a parte. Il diritto di collazione si calcolava in funzione delle pagine e dell'importo di causa, secondo criteri e tabelle stabilite dal Consiglio nazionale forense e pubblicate in Gazzetta ufficiale. Il tariffario attuale non prevede più la distinzione tra diritti e onorari e calcola i compensi sulla base delle fasi giudiziali o stragiudiziali affrontate dal legale, che ricomprendono sommariamente le singole attività che erano indicate in parcella sulla base dei vecchi tariffari. Restano tuttavia da corrispondere a parte le spese vive.

Della copia e della collazione di atti pubblici si occupano gli articoli 743 e seguenti del codice di procedura civile; in particolare l'art. 746 c.p.c. prevede il diritto di chi ha ottenuto copia di un atto pubblico di collazionare tale copia con l'originale e ciò alla presenza del custode dell'atto pubblico: quindi di confrontare che l'originale dell'atto sia conforme alla copia rilasciata.

Titolo nobiliare, od onorificenza, concesso direttamente, senza alcuna delegazione. Appartengono a questa categoria i gradi dell'ordine di San Giorgio e l'ordine Piano, mentre titoli concessi per subcollazione sono l'ordine del Santo Sepolcro e l'ordine teutonico[1].

  • Casulli, Vincenzo Rodolfo, Natura giuridica della collazione, Bologna, Zanichelli, 1953.
  • Casulli, Vincenzo Rodolfo, Collazione delle donazioni, Torino, UTET, 1981.
  • Visalli, Nicolò, La collazione, Padova, CEDAM ,1988. http://id.sbn.it/bid/TO00092497
  • Burdese, Alberto, Nuove prospettive sul fondamento e sulla natura giuridica della collazione, Padova, CEDAM, 1988.
  • Siclari, Roberto, Il fenomeno collatizio tra legge e volontà: a proposito della collazione c.d. volontaria, Torino, Giappichelli, 2005.
  • Martone, Isabella, Collazione e attività di impresa, Napoli, Edizioni scientifiche italiane, 2019.

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