Double Asteroid Redirection Test

Double Asteroid Redirection Test (DART) è una sonda spaziale pensata per studiare gli effetti cinetici dell'impatto di un veicolo spaziale contro un asteroide. La missione ha l'obiettivo di verificare se l'impatto di un veicolo possa deflettere con successo un asteroide in collisione con la Terra. Il progetto DART è un progetto congiunto tra l'agenzia spaziale americana NASA e il Johns Hopkins Applied Physics Laboratory (APL).[1] Il vettore è stato lanciato il 24 novembre 2021 dalla Vandenberg Space Force Base in California.[2]

Schema dell'impatto con il satellite dell'asteroide

Come bersaglio della missione è stato scelto 65803 Didymos, un asteroide binario costituito da un corpo principale di 780 m di diametro, attorno al quale orbita un satellite di 160 m denominato 65803 I Dimorphos, rendendo più evidenti le eventuali variazioni.

Il lancio è previsto nel 2021, in seguito al quale la sonda dispiegherà i pannelli solari e continuerà il tragitto spinta da un motore ionico. L'arrivo dovrebbe avvenire nel 2022 e a quel punto la sonda effettuerà la collisione con Dimorphos. Le collisione verrà osservata dal cubesat LICIACube, microsatellite interamente progettato e realizzato da Argotec in collaborazione e con la partecipazione dell'Agenzia Spaziale Italiana che si dovrà sganciare dalla sonda madre poco prima dell'impatto.[3]

Ad agosto 2018, la NASA ha approvato il progetto, dando il via alla parte di progettazione finale e la fase di assemblaggio.

Nel gennaio 2019 la NASA ha annunciato la scelta del cubesat italiano LICIACube.[4]

L'11 aprile 2019 la NASA ha annunciato che DART sarà lanciato con il vettore di lancio Falcon 9 di SpaceX[5].

Il DART è stato lanciato con un razzo SpaceX il 24 novembre 2021 alle ore 22.21 locali dalla Vandenberg Space Force Base in California.[2]

Schema della sonda

Per la missione è impiegata una sonda a basso costo di dimensioni 1,2x1,3x1,3 m, che con gli strumenti di bordo arriva a misurare complessivamente 1,8x1,9 m. L'energia è fornita da due pannelli solari di 8,50 m, mentre la propulsione è fornita dal propulsore ionico NEXT-C, con il quale la sonda dovrebbe arrivare alla collisione con una velocità di circa 6,6 km/s. Per raggiungere il satellite di Didymos, un oggetto con un diametro di appena 160 metri, a 11 milioni di chilometri dalla Terra, è necessario un sistema di guida, navigazione e controllo autonomi. A tale scopo è stato sviluppato il sistema SMART Nav (Small-body Maneuvering Autonomous Real Time Navigation), sfruttando anche l'esperienza in sistemi di guida missilistica dell'APL. L'unico strumento di cui dispone la sonda è la fotocamera ad alta definizione DRACO (Didymos Reconnaissance and Asteroid Camera for Op-nav), derivante dal LORRI del New Horizons e da impiegare nella navigazione e nella collisione.[6]

LICIACube

LICIACube (Light Italian Cubesat for Imaging of Asteroids) è un cubesat italiano coordinato dall'ASI e realizzato dall'Argotec a Torino. Consiste in un nano-satellite delle dimensioni di una scatola da scarpe, simile al satellite ArgoMoon, che verrà trasportato dal modulo principale durante il tragitto, per poi venire sganciato poco prima della collisione. LICIACube sarà fondamentale per studiare lo schianto della sonda, il cratere e i detriti generati, ricavando dati importanti per valutare la deflessione dell'asteroide.[4]

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