Kichaka

Keechaka cerca di molestare Sairandhri (Draupadi) in un'illustrazione di Raja Ravi Varma

Kichaka (anche reso come Keechaka) era il comandante in carica di Matsya, il paese governato dal re Virata.

Kichaka era un uomo molto potente ed era dotato di una forza immensa, riuscendo a salvare molte volte il regno dai suoi nemici. Fu ucciso da Bhima perché stava molestando sua moglie Draupadi. La sorella, la regina Sudeshna, aveva una figlia, Uttara, giudicata bellissima, che in seguito sposò il figlio di Arjuna Abhimanyu, e anche Sudeshna ebbe un figlio Uttar Kumara.

Viratagar, il regno del re Virata si trova ora nel distretto di Morang, nel Nepal orientale. Il luogo dove fu ucciso Kichaka si chiama Kichak-vadh nel distretto di Jhapa, pochi chilometri a est di Viratnagar.

Nascita e famiglia

Kichaka era il figlio maschio maggiore di Kekaya, il re dei Suta, e Malavi: aveva 105 fratelli minori conosciuti come Upakichakas e una sorella più grande, Sudeshna.[1] Tutti loro sono nati dagli aspetti di Banasura.

Presso la corte del re Virata

Kichaka diviene il cognato di Virata. Mentre è alla sua corte vede Draupadi, una dei Pandava in quel momento travestita da Sairandhri ("serva") regale, e desidera follemente di godersi la sua bellezza, ma lei lo rifiuta. Egli menziona la sua brama per lei alla sorella e chiede di mandarla a servirgli del vino. Mentre Draupadi esegue l'ordine, lui cerca di abbracciarla. Lei piange e lo spinge a terra, per poi fuggire via.

Kichaka la insegue fino nella sala del trono, dove la afferra per i capelli, la porta a terra e la prende a calci davanti a un'intera assemblea di cortigiani, incluso il marito Yudhishthira (in quel momento anche lui travestito da Kanka) e il re Virata. Né Yudhishthira né il re Virata possono reagire perché Kichaka esercita un grande potere all'interno del regno. Bhima, digrignando i denti per la rabbia, riceve l'ordine di vendicarsi da Yudhishthira.

Ribollendo per l'insulto pubblico, Draupadi consulta di notte il fratello di Yudhishthira, Bhima, travestito da cuoco di palazzo. Insieme, escogitano un piano secondo il quale la donna avrebbe finto di sedurre Kichaka per organizzare un appuntamento nella sala da ballo dopo il tramonto.

Quando Kichaka arriva nella sala buia, vede, con suo grande piacere, una sagoma che gli ricorda Draupadi addormentata. Mentre avanza, tuttavia, la persona che pensava fosse Draupadi si rivela essere Bhima. I due si affrontano e il Pandava uccide brutalmente a mani nude il comandante, lasciando un cadavere quasi irriconoscibile.

Draupadi allora allarma i custodi nel vedere il corpo esanime, ucciso dal Gandharva di suo marito. Un parente di Kichaka si rivolge al re: "Poiché è stato per il suo bene che Kichaka ha perso la vita, lascia che lei sia cremata insieme a lui". Allora alcuni della sua famiglia si rivoltano contro la ragazza, afferrandola con violenza, legandola e mettendola sul catafalco, mentre si avviano verso il cimitero. Draupadi, mentre viene trasportata, chiede protezione da suo marito, Yudhishthira. Bhima, dopo aver ascoltato queste parole dolorose, senza perdere un momento, cambia rapidamente il suo abbigliamento, si precipita fuori dal palazzo nel modo più veloce possibile (attraverso una scorciatoia), saltando un muro grazie a un albero.

Bhima, raggiungendo la pira funeraria, sradica un grande albero e si precipita verso quei Suta. E vedendolo avvicinarsi a loro, essi liberano Draupadi e scappano verso la città: tutti e centocinque vengono comunque uccisi. I cittadini informano il re Virata, il quale, pieno di paura, accoglie Draupadi. Intanto, le spie del re Duryodhana informano costui della terribile impresa del massacro di Kichaka.[2]

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