Polonia

Coordinate: 52°N 19°E / 52°N 19°E52; 19

La Polonia, ufficialmente Repubblica di Polonia, (in polacco: Rzeczpospolita Polska, nel linguaggio comune Polska) è uno Stato situato nell'Europa Centrale, membro dell'Unione europea, della NATO e dell'ONU. La Polonia ha una popolazione di 38 485 779 abitanti e una superficie di 312696 km²[3][4]. La città principale, nonché capitale, è Varsavia (in polacco: Warszawa). Confina a ovest con la Germania, a sud con la Repubblica Ceca e la Slovacchia, a est con l'Ucraina e la Bielorussia, a nordest con la Lituania e con l'exclave russa di Kaliningrad; a nord è bagnata dal mar Baltico.

Lo stato polacco ha una storia lunga più di un millennio; nel XVI secolo, sotto la dinastia degli Jagelloni, e specialmente sotto Giovanni III Sobieski, era uno dei paesi europei più potenti e influenti, per poi cessare di esistere per 123 anni, in quanto spartito tra Impero russo, Impero austro-ungarico e Regno di Prussia. L'indipendenza venne riguadagnata nel 1918, in seguito alla prima guerra mondiale, come Seconda Repubblica di Polonia. Dopo la seconda guerra mondiale, divenne uno stato satellite dell'Unione Sovietica, conosciuto come Repubblica Popolare Polacca (Polska Rzeczpospolita Ludowa o PRL). Nel 1989 le prime elezioni libere dopo la seconda guerra mondiale si conclusero con il movimento per la libertà che vinse contro il partito comunista. Facente parte degli Accordi di Schengen, il 12 marzo 1999 la Polonia è stata ammessa alla NATO, mentre l'ingresso nell'Unione europea è avvenuto il 1º maggio 2004.

La Polonia è un paese sviluppato[9] con un'economia avanzata e alti standard di vita[10][11].

Dalla fine del periodo comunista, la Polonia ha raggiunto un alto tasso di sviluppo e un aumento dell'economia, tuttora in crescita[12].

Polonia 992- 1025, durante il regno di Boleslao il Coraggioso.

Il paese fu abitato inizialmente dai Celti nella Slesia e nella Polonia occidentale tra il IV e il I secolo a.C., quando comparvero anche i Germani. A partire dal V e VI secolo d.C. entrambi i popoli vennero assorbiti dalle popolazioni slave occidentali[13]. Tuttavia l'antico Regno polacco cominciò a prendere una forma unitaria solo nella metà del X secolo, sotto la dinastia dei Piast, e per la precisione sotto Mieszko (Miecislao I). Infatti risulta che nel 966, dopo aver riunito intorno alla rocca di Gniezno una prima rudimentale comunità nazionale, qui si scelse anche la bandiera che ancora oggi è quella della Repubblica di Polonia, un'aquila d'argento (di colore bianco) su sfondo rosso. Secondo la leggenda si scelse questo tema a causa del ritrovamento di un nido di aquilotti durante i lavori di costruzione della città di Gniezno. Miecislao si convertì successivamente al cristianesimo, secondo alcuni per compiacere sua moglie, una principessa Boema, ma sicuramente anche per godere della protezione della Chiesa ed evitare la colonizzazione germanica.

Boleslao I, il primo re di Polonia e figlio del duca Miecislao.

Nel XII secolo la Polonia si frammentò in molti piccoli stati, che nel 1241 vennero depredati dalle armate Mongole dell'Orda d'Oro. Sotto la dinastia Jagellone, venne accordata un'alleanza con la vicina Lituania, e l'epoca d'oro arrivò nel XVI secolo con l'unione tra i due stati (Unione di Lublino, 1569), nella Confederazione polacco-lituana. La principessa italiana Bona Sforza D'Aragona nel 1518 divenne la seconda moglie del re di Polonia Sigismondo I il Vecchio, ha dato alla luce tre future regine (Isabella Jagiellona - regina d'Ungheria, Caterina Jagiellona - regina di Svezia, Anna Jagiellonka - regina di Polonia) e figlio di Sigismondo August - re di Polonia che ereditò dalla madre i due principati italiani di Bari e Rossano. La corte reale polacca era affascinata dalla cultura italiana, che si manifesta in molti monumenti dell'architettura rinascimentale in Polonia (cortile ad arcate del castello di Wawel, edifici rinascimentali a Cracovia, Tarnów, Zamość, ecc.).Durante il XVI secolo, a seguito delle vittorie contro la Russia, la Confederazione riuscì ad imporsi come una delle maggiori potenze in Europa; tuttavia la scarsa centralizzazione del potere regio e la natura elettiva di questo, la portò con il tempo ad indebolirsi fino a quando non venne letteralmente spartita dall'Impero austro-ungarico, dall'Impero prussiano e dall'Impero russo.

I sudditi polacchi godevano di grande libertà ed esisteva un sistema parlamentare, anche se i benefici di quest'ultimo erano limitati alla szlachta (nobiltà). Da quel tempo i polacchi si sono dati il nome di Nazione della gente libera.

Nel 1655, la Polonia perse la Seconda guerra del nord contro la Svezia, e ciò diede inizio al cosiddetto Potop ("diluvio"), che si concluse nel 1660 con la Pace di Oliva (o Oliwa). Vi furono inoltre numerose guerre contro l'impero ottomano, la Russia, la Svezia, la Transilvania e la Prussia-Brandeburgo che finirono nel 1699.

La principessa italiana Bona Sforza D'Aragona nel 1518 divenne la seconda moglie del re di Polonia Sigismondo il Vecchio, regina di Polonia, granduchessa di Lituania, Duchessa di Bari e Rossano, erede al Regno di Gerusalemme dal 1524.

La spartizione e la sottomissione allo straniero

La Confederazione polacco-lituana al suo apice (metà del XVII secolo).

Nei successivi 80 anni, l'elettività del sovrano e il principio del liberum veto nella Camera dei deputati della Polonia provocarono lo svanire del potere centrale ed il raggiungimento di un punto morto nelle istituzioni, indebolirono la nazione, e portarono alla sottomissione da parte di Austria, Prussia e Russia.

L'Illuminismo in Polonia fomentò un crescente movimento nazionale per restaurare lo stato, il cui risultato fu la prima costituzione scritta d'Europa, nel 1791, la Costituzione polacca di maggio (festeggiata il 3 maggio).

Il processo di riforme causò un intervento esterno e una serie di spartizioni della Polonia fra i tre imperi di Austria, Russia e Prussia nel 1772, 1793 e 1795; al termine, la Polonia venne completamente cancellata dalle carte geografiche. I polacchi risentirono la mancanza di libertà e più volte si ribellarono contro gli oppressori (vedi Elenco delle ribellioni polacche).

Sigismondo III, re di Polonia e Svezia. Durante il suo regno la Polonia si estendeva per oltre un milione di chilometri quadrati. Trasferì la capitale da Cracovia a Varsavia nel 1596.

Napoleone creò uno Stato dipendente dalla Francia in territorio polacco, il Granducato di Varsavia, governato da Federico Augusto I di Sassonia.

Dopo le guerre napoleoniche, una ricostituzione dello Stato polacco, il Regno di Polonia conosciuto come "Polonia del Congresso", governato dallo zar russo, possedeva una costituzione liberale.

Tuttavia gli zar russi ridussero presto le libertà della Polonia, finché la Russia annesse di fatto il paese.

Più tardi, nel XIX secolo, la Galizia governata dall'Austria divenne l'oasi polacca della libertà.

Durante la prima guerra mondiale tutti gli alleati concordarono nella ricostituzione della Polonia come stato cuscinetto tra Germania e Unione Sovietica ed il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson la proclamò nel punto 13 dei suoi quattordici punti.

L'indipendenza

Poco dopo la capitolazione della Germania nel novembre 1918, la Polonia riguadagnò l'indipendenza come Seconda Repubblica di Polonia.

Ad oriente però la tensione crebbe nei confronti della Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa, allora alle prese con una guerra civile e con le difficoltà della nascente Rivoluzione Bolscevica. Nell'aprile del 1920 il governo polacco, considerata la situazione della federazione Sovietica, rivendicò i territori al confine orientale, abitati in parte da popolazioni di etnia non polacca (lituani, ucraini e bielorussi), prima appartenenti alla Polonia. Dopo qualche tentativo diplomatico, iniziarono diverse scaramucce di frontiera con scontri armati sempre più violenti. Lo scenario cambiò nel giro di un altro mese con l'offensiva sovietica; a metà di questa gli inglesi si offrirono di mediare le trattative, ma fu la Russia Bolscevica a rifiutare e l'Armata Rossa fra giugno e luglio scatenò una controffensiva giungendo alle porte di Varsavia, ma poi la Polonia cambiò le sorti della guerra ancora una volta con una delle battaglie più decisive della storia, definita dai giornali dell'epoca, "il miracolo della Vistola". Nel contrattacco che ne seguì, la Polonia rioccupò buona parte dei territori perduti ritornando praticamente sulle posizioni iniziali, in quella che oggi è chiamata Bielorussia, la cui popolazione era polacca per più del 50% così come nel territorio di Vilna, e la parte più occidentale dell'Ucraina.

La Russia bolscevica, ancora alle prese con la propria guerra civile e con disordini interni, desistette dalla lotta, e col Trattato di Riga del 1921 riconobbe le frontiere polacche in Bielorussia e in Ucraina, fissando il confine russo-polacco secondo quanto stabilito alla fine della prima guerra mondiale. Il territorio di Vilna, rivendicato dalla Lituania con l'assenso dei russi, fu poi annesso alla Polonia nel 1922, tramite plebiscito (dimostrando così la prevalenza dell'etnia polacca in quei territori). Infine l'Alta Slesia fu acquisita grazie alla Guerra polacco-cecoslovacca.

Tali confini restarono sostanzialmente invariati fino al settembre del 1939, tranne l'acquisizione di Cieszyn/Teschen a spese della Cecoslovacchia.

La seconda guerra mondiale

Carro armato leggero 7TP dell'esercito polacco in manovra.

La Seconda Repubblica di Polonia ebbe sin dall'inizio relazioni tese con i suoi due vicini più potenti, la Germania (che rivendicava la Prussia Occidentale e Danzica) e l'URSS (che rivendicava i territori orientali, caratterizzati da una forte presenza di bielorussi e ucraini). Sebbene fino alla metà degli anni trenta il capo di stato maggiore Józef Piłsudski fosse riuscito a stabilizzare i rapporti con Russia e Germania, a partire dalla sua morte la situazione iniziò a peggiorare, in particolare col Terzo Reich, col rifiuto della Polonia di aderire al patto anticomintern e di concedere la costruzione di una strada extra-territoriale che collegasse la Città Libera di Danzica alla Germania passando per il cosiddetto corridoio polacco; adirato da tale presa di posizione, Hitler, che stava proseguendo la sua politica di creazione del Grande Reich, iniziò a riarmare gradualmente la Germania grazie alle miti politiche di appeasement di Francia e Inghilterra che rifiutarono una collaborazione con l'Unione Sovietica in chiave anti-hitleriana. All'inizio del 1939, dopo aver inglobato Austria e Sudeti, progettò un attacco armato alla Polonia, e in agosto impose un ultimatum chiedendo la cessione non solo di Danzica, ma anche del corridoio polacco come unica alternativa alla guerra; il rifiuto della Polonia, incoraggiata dalle garanzie anglo-francesi di intervento, portò all'aggressione tedesca provocando lo scoppio della seconda guerra mondiale. Il territorio polacco fu invaso dalle truppe del Terzo Reich e dall'Unione Sovietica e spartito fra i due stati aggressori sulla base di quanto stabilito dal patto Molotov-Ribbentrop, un trattato di non aggressione con clausola segreta di spartizione della Polonia e dei Paesi baltici.

Combattimenti durante la rivolta di Varsavia.

Le ostilità iniziarono il 1º settembre 1939; la Polonia, per quanto stato governato da una giunta ideologicamente militarista, era completamente impreparata di fronte alla velocità e la violenza degli attacchi tedeschi, per via del fallimento nella modernizzazione dell'esercito. La situazione si aggravò quando l'esercito polacco, impegnato duramente ad ovest dalla Wehrmacht fu attaccato anche da est dall'Armata Rossa il 17 settembre, senza alcuna dichiarazione di guerra da parte dell'Unione Sovietica. Tutto il paese soffrì gravemente durante il periodo dell'occupazione (vedi anche Governatorato Generale), anche perché tra tutte le nazioni coinvolte nella guerra la Polonia perse la percentuale maggiore di cittadini: circa 5,5 milioni di persone perirono per le varie cause legate alla guerra. Lo stato maggiore polacco venne fisicamente eliminato dai sovietici nel massacro di Katyn' e 100 000 civili polacchi furono deportati nei gulag della Siberia e degli Urali. Solo negli ultimi anni di guerra si sarebbe formato un comitato di resistenza, la cui azione più importante fu senza dubbio la rivolta di Varsavia (tra 150 000 e 225 000 vittime tra civili e partigiani) del 1944. In generale, comunque, i contributi dei soldati e dei partigiani polacchi furono ignorati a fine guerra dagli Alleati, che riconobbero l'annessione della Polonia orientale all'URSS[14] e lasciarono che il paese entrasse nel patto di Varsavia, diventando quindi uno stato satellite comunista.

Il periodo comunista

Linea Curzon, che definisce i territori polacchi orientali annessi dall' Unione Sovietica dopo il 1945 e gli ex territori tedeschi annessi alla Polonia.

Dopo la guerra, le frontiere della Polonia vennero spinte ad Ovest; il confine est alla linea Curzon, avallando le pretese sovietiche, e il confine ovest alla linea Oder-Neisse per circa 200 km. Dopo lo spostamento, la Polonia perse ad est 188000 km² (15 milioni di abitanti) a favore dell'Unione Sovietica e guadagnò 122000 km² a spese della Germania. Lo spostamento delle frontiere causò anche la migrazione verso ovest di milioni di persone, polacchi e tedeschi in fuga dai territori amputati dai rispettivi paesi ed ucraini trasportati a ripopolare le terre conquistate. La vittoria dell'Unione sovietica portò l'ascesa di un governo comunista. Nel 1948 si ebbe una svolta verso lo Stalinismo. La Repubblica Popolare di Polonia, venne ufficialmente proclamata nel 1952. Nel 1956 dopo una rivolta il regime divenne meno oppressivo, liberando molte persone dalle prigioni ed espandendo in parte le libertà personali.

Gli scioperi dei lavoratori nel 1980 portarono alla formazione di un sindacato indipendente, "Solidarność", che con il tempo divenne una forza politica, appoggiata ufficialmente dal Vaticano dagli ambienti occidentali europei e statunitensi. Tuttavia, temendo un intervento militare sovietico (siamo ancora sotto piena Dottrina Brežnev), il generale Wojciech Jaruzelski sostituisce Stanisław Kania alla guida della nazione e – in base alla legge marziale - nel dicembre 1981 sospende le attività di Solidarność, mentre Lech Wałęsa viene arrestato. Negli anni successivi il regime comunista continua a mantenere il controllo della Polonia in un crescendo però di malcontento generale.

Il liberalismo

Seggio del Presidente della Polonia nel Parlamento polacco ( Sejm).

"Solidarność" per quanto non riconosciuto dal regime, continuò le sue attività sotterraneamente e col tempo erose il dominio del partito comunista; nel 1989 vinse le elezioni parlamentari (vedi Rivoluzioni del 1989) e nel 1990 Lech Wałęsa divenne il primo presidente eletto. Vennero riconosciuti diversi diritti civili e umani, tra cui la libertà di parola ed il liberalismo. Tuttavia, il sistema politico era instabile: ci furono elezioni nel 1991, nelle quali nessun partito ottenne più del 15% dei voti o dei seggi, e nel 1993, in cui si affermarono l'Alleanza della Sinistra Democratica (SLD, post-comunista) e il Partito Popolare Polacco (PSL), ma senza che nessuno dei due ottenesse la maggioranza assoluta.

La transizione dall'economia centralizzata all'economia di mercato non fu facile. Un programma di terapia shock causò il crollo dell'economia nei primi anni 1990 e permise alla nazione di trasformare la sua economia in una delle conformate ai criteri dell'economia neoliberale dell'Europa centrale. La Polonia fu il primo tra i paesi post-comunisti a riguadagnare sul PIL.

Nel 1995 il socialdemocratico Aleksander Kwaśniewski (SLD) sconfisse al ballottaggio Lech Wałęsa e gli succedette come presidente, venendo confermato nel 2000. Nel frattempo, la coalizione tra SLD e PSL veniva bocciata dagli elettori nel 1997 ma riconfermata nel 2001, nelle quali comparvero due nuove formazioni di destra, la nazionalista Diritto e Giustizia (PiS) e la conservatrice Piattaforma Civica (PO).

Donald Tusk, Primo ministro polacco dal 2007 al 2014. Dal 2014 al 2019 è stato Presidente del Consiglio europeo.

All'interno del programma di espansione della NATO verso Est, la Polonia fu ammessa il 12 marzo 1999. L'8 giugno 2003 il 77,4% dei polacchi in un referendum approvò l'adesione all'Unione europea, cui seguì nella primavera del 2004 la partecipazione all'elezione del Parlamento europeo.

Alle elezioni parlamentari in Polonia del 2005, PiS e PO conquistarono alleate una vasta maggioranza parlamentare, nell'ottobre 2005 si sono svolte le elezioni presidenziali che hanno portato all'elezione di Lech Kaczyński, vanamente contrastato da Donald Tusk. La maggioranza euroscettica guidata dal PiS contro PO è presto implosa, forzata a convocare elezioni anticipate nel 2007, nelle quali ha trionfato PO. Il presidente polacco Lech Kaczynski, in data 27 novembre 2009 ha firmato l'emendamento (approvato all'unanimità, dal Parlamento polacco, il 25 settembre dello stesso anno) che introduce l'apologia di reato comunista, vietando e perseguendo penalmente "produzione, diffusione (anche tramite internet) e possesso di simboli, propaganda e idee legate al comunismo. La pena per chi viene colto in flagrante può arrivare a 2 anni di reclusione. Sempre il 27 novembre 2009, il Presidente Lech Kaczynski ha reso obbligatoria la castrazione chimica su chi abusa di minorenni al di sotto dei 15 anni di età (tratto dalla Gazzetta Ufficiale Polacca).

Il 10 aprile 2010 il presidente Lech Kaczyński, insieme alla moglie e a gran parte della classe dirigente polacca, muore a bordo del Tupolev Tu-154 in un incidente aereo avvenuto in Russia; a lungo si sospetterà dell'accaduto l'intelligence russa. A giugno è eletto il suo successore, Bronisław Komorowski, che ha avuto la meglio sul fratello gemello di Lech Kaczyński, Jarosław.

Dal 22 settembre 2014 era in carica il governo di Ewa Bożena Kopacz. Alle elezioni parlamentari in Polonia del 2015 vince il PiS[15]. Alla guida del nuovo governo subentra Beata Maria Szydło, sostituita nel 2017 da Mateusz Jakub Morawiecki, appartenente anche lui al PiS. L'attuale presidente della Polonia, eletto nel 2015 e rieletto nel 2020, e appartenente al partito PiS, è Andrzej Sebastian Duda.

Organizzazioni internazionali
Membro ONU dal: 24 ottobre, 1945
Membro NATO dal: 12 marzo, 1999
Carta geografica della Polonia

Situata nell'area di contatto tra il bassopiano tedesco e quello sarmatico, la Polonia si affaccia a nord sul mar Baltico, e confina sempre a nord con l'exclave russa di Kaliningrad e la Lituania, a est con la Bielorussia e l'Ucraina, a sud con la Repubblica Ceca e a ovest con la Germania[16].

Morfologia e idrografia

Il territorio, quale delimitato dall'ultimo trattato di pace, risulta molto ridotto rispetto al primo dopoguerra (389000 km² nel 1938) e fortemente spostato a occidente, avendo acquisito i territori a ovest dell'Oder-Neisse, già appartenenti alla Germania, e perdendo quelli a est del Bug, ceduti all'allora Unione Sovietica e oggi sotto sovranità della Bielorussia e dell'Ucraina. Entro tali limiti, il territorio si presenta di forma quadrangolare, con una estesa pianura a nord, collinare al centro e montuoso a sud. La sezione pianeggiante, a nord, riguarda quasi la metà della superficie totale, si presenta con lievi ondulazioni sui 200–300 m ed è disseminata da numerosi piccoli laghi di origine glaciale (oltre 9 000). Il bassopiano polacco, infatti, continuazione di quello germanico, è costituito dallo zoccolo continentale interamente spianato dall'erosione, successivamente corrugato dall'orogenesi ercinica, e quindi modellato dagli espandimenti glaciali dello scudo scandinavo che vi hanno depositato una coltre morenica ciottolosa e sabbiosa. La pianura si affaccia sul Baltico con una linea di costa bassa che, dal golfo di Stettino alla baia di Danzica, è uniformemente cordonata da dune sabbiose che delimitano stagni e acquitrini salmastri o ampie lagune[16].

La sezione mediana, collinare, costituisce un'area di transizione e assume la fisionomia di un altopiano tra i 400 e i 500 m solcato da brevi e modesti allineamenti. Si tratta in genere di antichi rilievi ercinici, consumati dall'erosione, sovente ricoperti da un deposito di loess, che racchiudono in più di un caso importanti giacimenti minerari e carboniferi. L'area montuosa meridionale, infine, comprende i versanti settentrionali dei Sudeti e dei Beschidi. I primi, messi in posto dall'orogenesi ercinica, appaiono modellati in forme assai morbide e culminano ad appena 1602 m con la cima dello Sněžka. Essi sono separati attraverso la Porta Morava dai Beschidi, che, appartenendo all'arco carpatico corrugato dall'orogenesi alpina, sono più elevati e con forme più aspre (Babia Góra, 1725 m)[16].

Dal punto di vista dell'idrografia la Polonia presenta una rete assai fitta di corsi d'acqua che fluiscono per la quasi totalità nel mar Baltico, dividendosi in due principali bacini: quello della Vistola, che con i suoi 1047 km rappresenta il maggior corso d'acqua del Paese, e l'Oder (780 km), che nasce in territorio polacco e drena le acque del Neisse, della Warta e del Noteć[16].

La Vistola, che sviluppa il suo corso interamente in territorio polacco e ne scola circa i tre quinti, così come l'Oder e alcuni tratti degli affluenti, grazie anche a una maglia di canalizzazioni artificiali collegata alla rete idrografica tedesca e a quella bielorussa, risulta largamente navigabile malgrado l'irregolarità della portata fortemente dipendente dalle condizioni climatiche[16].

Clima, flora e fauna

I tratti di netta continentalità del clima determinano forti escursioni termiche stagionali (17 °C in media), con estati molto calde e inverni assai rigidi caratterizzati da un innevamento del suolo che permane per tre o quattro mesi l'anno. Le precipitazioni, scarse nel bassopiano e con tendenza ad aumentare procedendo verso sud, raggiungono il più alto livello nel periodo estivo, mentre sono quasi assenti in quello autunnale[16].

L'andamento altimetrico e le condizioni climatiche si riverberano sulla fitogeografia del territorio polacco che risulta interessato da una notevole varietà di specie anche se, schematicamente, prevalgono elementi di tipo atlantico nelle aree a ovest della Vistola, ed elementi delle steppe pontiche in quelle a est. Le aree boscate, oggi molto ridotte, sono caratterizzate dalla presenza di essenze boreali (pini e ontani) nelle zone costiere e da latifoglie (faggio) o miste nelle zone meridionali[16].

La fauna non presenta caratteri di particolare originalità, essendo presenti le varie specie tipiche dell'Europa centrale, anche se è da segnalare, oltre a vari ungulati, una numerosa colonia di bisonti europei nella foresta di Białowieża, il parco che assieme a quello dei laghi Masuri e dei Tatra polacchi, oltre a numerose altre riserve, per lo più nelle zone mediana e del meridionale, tutela la salvaguardia di ambienti naturali di peculiare pregio nei confronti di una presenza antropica particolarmente incidente[16].

Etnie

Andamento della popolazione della Polonia dal 1946 al 2008.
Carta che illustra la distribuzione degli ucraini in Polonia.
Carta che illustra la distribuzione dei bielorussi in Polonia.

Nella sua storia l'attuale territorio della Polonia ha ospitato molte lingue, culture e religioni. Comunque, il risultato della seconda guerra mondiale, con il quasi totale sterminio degli ebrei polacchi, la migrazione di polacchi dai territori ceduti all'Unione Sovietica verso l'area racchiusa fra la Linea Curzon e la Linea Oder-Neisse e la concomitante emigrazione di tedeschi e di ucraini [14], ha conferito alla Polonia una maggiore omogeneità etnica.

Il paese ha 36 983 700 abitanti, il 96,74%, sono polacchi; 471 500 (1,25%) hanno un'altra nazionalità; 774 900 (2,03%) non hanno dichiarato alcuna nazionalità. Le minoranze etniche ufficialmente riconosciute includono: casciubi, tedeschi, ucraini e bielorussi. Altre minoranze sono: cechi, slovacchi, armeni, ruteni e rom. Da annoverare poi due popoli slavi occidentali legati ai polacchi ma spesso considerati distaccati da loro: i casciubi (0,6%) e gli slesiani (2,13%), i primi abitano la Pomerania, i secondi la Slesia. In Polonia queste due etnie sono considerate come "gruppi regionali".

La minoranza dei Tatari polacchi, che non è più presente in Polonia essendosi stabilita nei territori occidentali dell'Ucraina, della Bielorussia e di Kaliningrad, è un gruppo che migrò in Polonia tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, islamico e in genere parlante il polacco.

Religione

Religioni in Polonia nel 2018 [17]

██ Cattolici (90%)

██ Ortodossi (1%)

██ Protestanti (1%)

██ Altri cristiani (1%)

██ Altre religioni (1%)

██ Non religiosi/agnostici (5%)

██ Atei (1%)

Per secoli la Polonia è stata una nazione a stragrande maggioranza cattolica e molti polacchi considerano il cattolicesimo come parte dell'identità nazionale polacca. Il cattolicesimo è anche un tratto distintivo dei polacchi rispetto ai vicini Tedeschi che sono a maggioranza luterana, e alla Bielorussia, che è a maggioranza ortodossa.

Oggi la Chiesa cattolica stima che il 45,8% dei polacchi frequenti regolarmente la messa domenicale, con circa il 30-40% nelle aree urbane e il 70-80% nelle aree rurali. Nel 1978, dopo la morte di Papa Giovanni Paolo I, venne eletto al soglio pontificio il cardinale arcivescovo di Cracovia Karol Woityla con il nome di Papa Giovanni Paolo II, il primo polacco ad assumere questa carica.

Il resto della popolazione consiste in minoranze ortodosse (500 000 persone) e protestanti (circa 100 000 appartenenti alle chiese protestanti tradizionali). Ridotta invece ai minimi termini la storica comunità ebraica a causa del genocidio perpetrato dal Terzo Reich tedesco: nel 1939 vi erano 3 250 000 ebrei in Polonia e costituivano quasi il 10% della popolazione, ma solo 100 000 sopravvissero alla Shoah. Nel dopoguerra molti di essi emigrarono, principalmente negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Israele. Nel 2010 rimanevano appena 3 200 ebrei.

In Polonia esiste anche una piccola minoranza neopagana (approssimativamente poche migliaia di persone), attiva dall'inizio del XIX secolo, la Confederazione polacco-lituana fu l'ultimo stato d'Europa ad avere al suo interno consistenti minoranze pagane, che si convertirono al cristianesimo (in genere cattolico) al principio del Quattrocento. Esistono due istituzioni principali che celebrano i culti del neopaganesimo slavo (religione neopagana ispirata all'antica spiritualità slava): la Chiesa nativa polacca e la Chiesa slava polacca.

La Polonia, grazie alla notevole ed insolita tolleranza dimostrata nell'età moderna e alla fine del Medioevo dalla Confederazione polacco-lituana, ospita al suo interno una delle comunità sunnite più antica d'Europa, quella dei Tatari polacchi, diffusa soprattutto nel Polesia, (con moschee storiche a Kruszyniany e a Bohoniki).

Lingue

La lingua polacca, del ceppo delle lingue slave, è quella ufficiale, ma nel Voivodato della Pomerania oltre 50 000 persone parlano una lingua slava affine, ma diversa dal polacco, il casciubo. Esistono comunque minoranze linguistiche tedesche, ucraine, bielorusse e russe. Ed è proprio in Polonia che nasce la Lingua esperanto, creata il 26 luglio 1887 dal linguista polacco Ludwik Lejzer Zamenhof con la pubblicazione dell'Unua libro, primo libro in lingua esperanto: è la più parlata e diffusa fra le lingue pianificate. L'Esperanto in Polonia, oltre che in Croazia, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità immateriale.

Il Senato
Il Sejm

La repubblica polacca è una repubblica semipresidenziale, la sua costituzione attuale è adottata dal 1997.

Il potere legislativo è esercitato collettivamente dal Sejm e dal Senato che, insieme, costituiscono l'Assemblea nazionale (Zgromadzenie Narodowe). Il Sejm annovera 460 componenti, il Senato 100. Entrambe le camere sono rinnovate ogni quattro anni. L'elettorato passivo per il Sejm è di 21 anni e per il Senato di 30.

I partiti rappresentati in parlamento sono alquanto frammentati, tant'è che il governo è formato da una coalizione di 7 partiti. Con l'eccezione dei gruppi di minoranze etniche, solo i partiti che abbiano ricevuto almeno il 5% dei voti possono accedere alla ripartizione dei seggi al Sejm.

L'iniziativa legislativa spetta ai deputati, ai senatori e al Consiglio dei ministri.

Il potere esecutivo viene esercitato dal presidente del consiglio e dal Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio e, su proposta di questi, i ministri. Il Consiglio dei ministri deve ottenere la fiducia della Camera dei deputati.

Il Presidente della Repubblica viene eletto a suffragio diretto ogni cinque anni. Può essere eletto presidente il cittadino che abbia compiuto 35 anni. Egli si occupa anche della politica estera e della difesa nazionale similmente al sistema francese.

Il potere giudiziario è rappresentato dalla Corte suprema (Sąd Najwyższy), composta da giudici nominati dal Presidente della Repubblica sotto raccomandazione del Consiglio Nazionale della Magistratura per un periodo indefinito, e dal Tribunale Costituzionale (Trybunał Konstytucyjny), composto da 15 giudici scelti dalla Camera dei deputati per un mandato di nove anni.

Il Sejm, con l'approvazione del Senato, nomina il Difensore per i Diritti dei Cittadini (Rzecznik Praw Obywatelskich) per un mandato di cinque anni, rinnovabile solo una volta. Il Difensore ha il dovere di vigilare l'osservanza e la realizzazione dei diritti e delle libertà dei cittadini, la legge e i principi della vita e della giustizia sociale.

Suddivisioni amministrative

Carta della Polonia suddivisa in voivodati
Carta della Polonia suddivisa in distretti
Carta della Polonia suddivisa in comuni

La Polonia è suddivisa in sedici voivodati:

Voivodato Capoluogo
Voivodato della Cuiavia-Pomerania (województwo kujawsko-pomorskie) Bydgoszcz e Toruń
Voivodato della Grande Polonia (województwo wielkopolskie) Poznań
Voivodato della Piccola Polonia (województwo małopolskie) Cracovia (Kraków)
Voivodato di Łódź (województwo łódzkie) Łódź
Voivodato della Bassa Slesia (województwo dolnośląskie) Breslavia (Wrocław)
Voivodato di Lublino (województwo lubelskie) Lublino (Lublin)
Voivodato di Lubusz (województwo lubuskie) Gorzów Wielkopolski e Zielona Góra
Voivodato della Masovia (województwo mazowieckie) Varsavia (Warszawa)
Voivodato di Opole (województwo opolskie) Opole
Voivodato della Podlachia (województwo podlaskie) Białystok
Voivodato della Pomerania (województwo pomorskie) Danzica (Gdańsk)
Voivodato della Slesia (województwo śląskie) Katowice
Voivodato della Precarpazia (województwo podkarpackie) Rzeszów
Voivodato della Santacroce (województwo świętokrzyskie) Kielce
Voivodato della Varmia-Masuria (województwo warmińsko-mazurskie) Olsztyn
Voivodato della Pomerania Occidentale (województwo zachodniopomorskie) Stettino (Szczecin)

I livelli amministrativi inferiori sono:

I sedici voivodati della Polonia sono divisi in 379 distretti (tra i quali ci sono 65 distretti urbani) e questi in 2479 comuni (306 urbani, 602 misti e 1571 rurali)[18].

Città principali

Vista panoramica del centro storico di Breslavia
Municipio di Bielsko-Biała
Municipio di Nowy Sącz
Municipio di Kłodzko
Municipio di Zamość

Nella seguente tabella vengono elencate, in ordine decrescente per popolazione, le città della Polonia con almeno 100 000 abitanti nel 2006.

Città Abitanti (2006) Voivodato
1 Herb Warszawy Varsavia (Warszawa) 1 709 781 Masovia
2 Herb Krakowa Cracovia (Kraków) 756 183 Piccola Polonia
3 Herb Łodzi Łódź 737 152 Łódź
4 Herb Wrocławia Breslavia (Wrocław) 632 932 Bassa Slesia
5 Herb Poznania Poznań 567 882 Grande Polonia
6 Herb Gdańska Danzica (Gdańsk) 458 053 Pomerania
7 Herb Szczecina Stettino (Szczecin) 411 119 Pomerania Occidentale
8 Herb Bydgoszczy Bydgoszcz 366 074 Cuiavia-Pomerania
9 Herb Lublina Lublino (Lublin) 354 967 Lublino
10 Herb Katowic Katowice 317 220 Slesia
11 Herb Białegostoku Białystok 294 864 Podlachia
12 Herb Gdyni Gdynia 252 791 Pomerania
13 Herb Częstochowy Częstochowa 246 890 Slesia
14 Herb Radomia Radom 227 018 Masovia
15 Herb Sosnowca Sosnowiec 226 034 Slesia
16 Herb Kielc Kielce 208 193 Santacroce
17 Herb Torunia Toruń 208 007 Cuiavia-Pomerania
18 Herb Gliwic Gliwice 199 451 Slesia
19 Herb Zabrza Zabrze 191 247 Slesia
20 Herb Bytomia Bytom 187 943 Slesia
21 Herb Bielska-Białej Bielsko-Biała 176 987 Slesia
22 Herb Olsztyna Olsztyn 176 864 Varmia-Masuria
23 Herb Rzeszowa Rzeszów 170 722 Precarpazia
24 Herb Rudy Śląskiej Ruda Śląska 146 582 Slesia
25 Herb Rybnika Rybnik 141 580 Slesia
26 Herb Tych Tychy 131 153 Slesia
27 Herb Dąbrowy Górniczej Dąbrowa Górnicza 130 128 Slesia
28 Herb Opola Opole 128 268 Opole
29 Herb Płocka Płock 127 461 Masovia
30 Herb Elbląga Elbląg 127 275 Varmia-Masuria
31 Herb Wałbrzycha Wałbrzych 126 465 Bassa Slesia
32 Herb Gorzowa Wielkopolskiego Gorzów 125 416 Lubusz
33 Herb Włocławka Włocławek 119 939 Cuiavia-Pomerania
34 Herb Zielonej Góry Zielona Góra 118 221 Lubusz
35 Herb Tarnowa Tarnów 117 560 Piccola Polonia
36 Herb Chorzowa Chorzów 114 686 Slesia
37 Herb Kalisza Kalisz 108 841 Grande Polonia
38 Herb Koszalina Koszalin 107 887 Pomerania Occidentale
39 Herb Legnicy Legnica 105 750 Bassa Slesia
40 Herb Słupsky Słupsk 93 206 (2014) Pomerania
41 Herb Grudziądzsky Grudziądz 97 676 (2013) Cuiavia-Pomerania

Istituzioni

Era il 1364 quando venne fondata la più antica università della Polonia: l'Università Jagellonica di Cracovia, fondata da re Casimiro il Grande

Dall'anno scolastico 2014/2015 la scuola è obbligatoria in Polonia dai 6 (prima era dai 7) ai 18 anni, sia per i cittadini polacchi sia per gli stranieri che vivono in Polonia, qualsiasi sia lo stato di immigrazione dei genitori.

L'istruzione obbligatoria comincia nell’anno in cui il bambino compie 6 anni, il 1 di settembre.

Se un bambino non viene iscritto le autorità inizieranno a investigare sul perché, e i genitori possono ricevere un’ammenda o, nei casi più gravi, addirittura vedere venir meno i propri diritti genitoriali.

I livelli scolastici sono leggermente diversi dall'Italia:

  • Asilo, dai 3 ai 6 anni
  • Scuola elementare (szkola podstawowa), dai 6/7 sino ai 12 anni
  • Scuola secondaria inferiore (gimnazjum) dai 12/13 sino ai 15/16
  • Scuola secondaria superiore, di cui esistono diversi tipi: il liceo (liceum) di 3 anni, l'istituto tecnico (technikum) di 4 anni, e l'istituto professionale (3 anni)

Per ogni livello esistono sia scuole pubbliche (pagate per la maggior parte dalle tasse) sia scuole private.

Esiste anche un terzo tipo, la “scuola di associazione”, gestita da associazioni di genitori e tenuta viva dai loro fondi. Questo tipo ibrido di scuola si differenzia dalle private perché sono i genitori stessi o gli ex studenti i legittimi proprietari, riuniti appunto in associazione, e sono loro a deciderne tutti gli aspetti.

L'istruzione nelle scuole pubbliche è gratuita, nelle private e nelle scuole di associazione è a pagamento (tranne per gli studenti che usufruiscono di borse di studio).

L'asilo in Polonia, invece, è parzialmente pagato da fondi pubblici e parzialmente pagato dai genitori; le regole variano di zona in zona perché sono decise dagli enti locali.

Tendenzialmente gli asili sono aperti dal lunedì al venerdì, chiusi il sabato, e sono un’ottima opportunità per i piccoli per iniziare ad avvicinarsi alla lingua polacca.

La sanità in Polonia è finanziata dallo Stato attraverso il Fondo Nazionale della Salute (NFZ).

Aeronautica di Polonia ( Siły Powietrzne)

Nella storia moderna, le forze armate polacche nascono, ufficialmente, nel 1918, con la proclamazione della repubblica di Polonia e già un anno dopo la loro creazione si trovarono in guerra contro le forze sovietiche durante la guerra sovietico-polacca. La loro però vita è breve, il patto Molotov-Ribbentrop sancì la spartizione della Polonia tra Germania nazista e Unione Sovietica, spartizione che si concretizzerà nel 1939, le forze polacche furono sbaragliate; oltretutto, migliaia di ufficiali polacchi vennero uccisi poco tempo dopo l'occupazione della Polonia nel massacro di Katyn'. Terminata la seconda guerra mondiale la Polonia divenne uno degli Stati del blocco orientale, le forze sovietiche crearono l'Armata Popolare di Polonia che ha cessato la sua esistenza con la caduta del comunismo. Ad oggi le forze armate polacche sono in una fase di ri-organizzazione e di modernizzazione in base ai parametri della NATO; dal 2007 la coscrizione non è più obbligatoria.

Le forze armate polacche (Siły Zbrojne Rzeczypospolitej Polskiej - forze armate della repubblica di Polonia) si dividono in cinque branche:

  • Esercito (Wojska Lądowe): conta 65 000 unità di cui 45 000 sono militari. Si divide in due distretti militari, Il Distretto Militare Slesiano con il Quartier generale a Breslavia e il Distretto Militare Pomeraniano con il Quartier generale a Bydgoszcz.
  • Aeronautica (Siły Powietrzne): numerosa quasi come quella italiana o francese[19], conta un personale di 26 126 unità di cui 16 000 militari.
  • Marina (Marynarka Wojenna): la più grande dei paesi baltici, conta 14 500 unità di cui 6 500 militari. Il Quartier generale è situato a Gdynia.
  • Forze speciali (Wojska Specjalne): branca nata nel 2007, si compone di 3 unità speciali e di un comando. A Cracovia ha sede il Quartier generale
  • Forze della Difesa Territoriale (Wojska Obrony Terytorialnej): fondate nel 2017 composte soprattutto dai militari che quotidianamente lavorano nella loro professione e ciclicamente sono chiamati alle esercitazioni.

Relazioni con l'Unione europea

Queste le tappe già percorse del processo di integrazione:

Data o periodo Evento
5 aprile 1994 Presenta la domanda di adesione.
31 marzo 1998-13 dicembre 2002 Si tengono i negoziati di adesione.
19 febbraio 2003 La Commissione europea approva la domanda di adesione presentata dalla Polonia.
14 aprile 2003 Il Consiglio europeo approva l'adesione della Polonia
16 aprile 2003 Ad Atene la Polonia firma il Trattato di adesione.
7 e 8 giugno 2003 Mediante un referendum i polacchi approvano la ratifica del Trattato di adesione.
1º maggio 2004 Entra a far parte dell'Unione europea.
21 dicembre 2007 La Polonia aderisce agli Accordi di Schengen.
1º luglio 2011 La Polonia assume la presidenza semestrale di turno dell'Unione europea.

La bandiera

La bandiera della Polonia

La bandiera della Polonia è in uso sin dall'inizio del XX secolo ed è composta da due bande orizzontali di pari dimensioni: bianca quella superiore e rossa quella inferiore. Nell'insegna civile e in quella di stato è presente lo stemma nazionale al centro della banda bianca. L'insegna di guerra è come queste ultime ma con l'aggiunta di una coda di rondine che porta ad una proporzione di 10:21.

Il 7 febbraio 1831 durante la rivolta di novembre, la Camera dei deputati della Polonia decise che i colori nazionali della Polonia sarebbero stati quelli dello stemma dell'Unione polacco-lituana, ossia il bianco e il rosso.

Il 1º agosto 1919, la Camera dei deputati della Polonia nuovamente indipendente creò la bandiera polacca nella sua attuale forma.

In Polonia il giorno della bandiera viene celebrato il 2 maggio sin dal 2004. Non si tratta comunque di una festività pubblica.

Lo stemma

Lo stemma della Polonia

Lo Stemma della Polonia rappresenta un'aquila bianca con corona, artigli e becco d'oro, su scudo rosso.

L'attuale stemma è stato ri-adottato il 9 febbraio 1990, quando fu ripristinata sulla testa dell'aquila la corona d'oro, rimossa dalle autorità comuniste durante la Repubblica Popolare di Polonia. Simbolicamente la bandiera presidenziale rossa, i sigilli presidenziali e statali e il testo originale della Costituzione del 1935 erano custoditi dagli ormai anziani rappresentanti del Governo in esilio della Polonia a Londra fin dagli anni quaranta; al momento del suo insediamento come primo Presidente della nuova Repubblica di Polonia Lech Wałęsa ricevette personalmente quegli antichi simboli, a dimostrare una continuità ideale della nuova Polonia con quella precedente alla seconda guerra mondiale.

Da quando è tornata la democrazia, la Polonia ha perseguito fedelmente una politica di liberalizzazione dell'economia, e oggi risulta come uno dei più fortunati esempi di transizione dal comunismo ad un'economia di mercato. Tant'è che nel 2010 la Polonia ha superato i Paesi Bassi per diventare la sesta principale potenza economica europea[20].

La Polonia è, tra l'altro, l'unico stato dell'UE a non andare in recessione durante la crisi economica mondiale del 2008, notevole anche la produzione di prodotti siderurgici e industriali che le ha permesso in breve di crescere economicamente. McKinsey & Company infatti ha previsto che la Polonia, crescendo a tali livelli, entro il 2022 supererà il PIL pro capite di Italia, Spagna, Portogallo e Francia[21]. Inoltre secondo il Global Peace Index, la Polonia è uno degli stati più sicuri e industrializzati al mondo[22].

La privatizzazione di piccole e medie compagnie statali e la presenza di una legge liberale nell'istituire nuove ditte ha permesso il rapido sviluppo di un aggressivo settore privato, ma senza alcuno sviluppo delle organizzazioni per i diritti dei consumatori. La ristrutturazione e la privatizzazione di settori importanti come carbone, acciaio, ferrovie ed energie, è cominciata. Le più grandi privatizzazioni fino ad ora sono state la vendita di Telekomunikacja Polska, la telecom nazionale, alla France Télécom (2000); e un'emissione del 30% delle azioni della più grande banca polacca, PKO BP, nel mercato polacco (2004). Nonostante tutto il PIL polacco continua ad aumentare del 4% annuo, valore ben maggiore rispetto a quello tedesco[23]

La Polonia ha un ampio settore agricolo di fattorie private, ed è il principale produttore di alimentari nell'Unione europea. Riforme strutturali negli ambiti della salute, educazione, pensioni e amministrazione di stato sono sfociate in una pressione fiscale sopra le aspettative. Varsavia guida le regioni dell'Europa centrale negli investimenti stranieri e ha bisogno di un continuo afflusso. Il PIL è cresciuto molto tra il 1993 e il 2000, mentre c'è stato un rallentamento tra 2001 e 2002. Il prospetto di una maggiore integrazione con l'Unione europea ha poi rimesso l'economia in pista, con una crescita annuale del 3,7% nel 2003, in crescita rispetto all'1,4% del 2002. Nel 2004 la crescita ha superato il 5%.

Lo Złoty polacco, la valuta polacca

Tra il 2004 ed il 2008 l'economia polacca ha attraversato una fase di boom economico, conclusasi con lo scoppio della crisi economica internazionale. Nel 2009 il Pil è notevolmente calato anche se non crollato come negli altri Paesi della cosiddetta "Nuova Europa". I copiosi fondi europei costituiscono mediamente ogni anno circa il 3,3% del Pil di Varsavia[24].

La Polonia è membro dell'Unione europea dal 1º maggio 2004, ma continua ad usare la sua valuta, lo Złoty polacco.

Il 17 gennaio 2006 il ministro delle Finanze della Polonia Zyta Gilowska dichiarò che il paese non avrebbe adottato l'euro prima del 2010, e che una data probabile sarebbe potuta essere il 2011.

Il 12 gennaio 2009 il Governo polacco ha vagliato l'ipotesi di rinviare oltre il 2011 il suo ingresso nella zona dell'Euro, su suggerimento del presidente della Banca Centrale Polacca, Sławomir Skrzypek. L'adozione dell'euro implicherebbe una modifica della costituzione polacca, un procedimento lungo e complesso che complica e fa slittare l'adozione dell'euro in Polonia.

Fondi strutturali

Centro di informazione turistica e culturale nel castello dei duchi di Pomerania a Stettino

La Polonia è lo stato che usufruisce maggiormente dei Fondi strutturali assegnati dall'Unione europea ogni 7 anni[25]. Nel settennio 2007-2013 ha ricevuto 102 miliardi di Euro che nel 2014-2020 sono diventati 106 miliardi[26], nonostante la crisi economica che ha causato una diminuzione generale del budget dell'Unione europea. Questi finanziamenti hanno permesso una forte crescita rispetto agli altri stati dell'Unione europea in termini di aumento delle infrastrutture, calo della disoccupazione, aumento dell'export (soprattutto di alimentari) ed aumento della manodopera[27].

Turismo

Le mete turistiche più visitate sono le città Cracovia (Kraków), Varsavia (Warszawa), Poznań, Breslavia (Wrocław), Danzica (Gdańsk), Sopot, Gdynia, Stettino (Szczecin), Świnoujście, Lublino (Lublin), Częstochowa e Zakopane. Tutte queste città hanno una ricca offerta turistica. Nel 2016 i distretti con il maggior numero di notti trascorse da turisti stranieri erano Cracovia, Świnoujście, Varsavia, Danzica, Breslavia, Białystok, Stettino e Katowice[28]. Cracovia è chiamata la "Città della letteratura" iscritta nella lista dell'UNESCO, la capitale culturale della Polonia. Scrittori eccezionali, vincitori di premi Nobel, come Henryk Sienkiewicz, Czesław Miłosz e Wisława Szymborska, hanno lavorato qui. Qui troverai il maggior numero di monumenti di provenienza italiana (tra cui la cappella del re Sigismondo il Vecchio progettata da Bartolomeo Berecci a Wawel, un dipinto di Leonardo da Vinci, Dama con l'ermellino, la collezione della contessa Karolina Lanckorońska con dipinti italiani dal XIV al XVI secolo).). Il turismo si concentra anche sui monumenti culturali nelle piccole città e villaggi - per esempio Miniera di sale in Wieliczka e Museo Casa natale di Fryderyk Chopin in Żelazowa Wola. Altri posti famosi sono centri storici a Gniezno, Toruń, Stargard, Zamość, Castello di Książ in Wałbrzych, Castello di Malbork, Castello di Łańcut, Campo di concentramento tedesco in Oświęcim (Auschwitz), costa del Mar Baltico e parchi nazionali: di Białowieza, di Ojcow, Bieszczady e Babia Góra. La catena di alberghi e ristoranti è ben sviluppata[29][30].

Trasporti

Gli aeroporti principali della Polonia sono quelli di: Varsavia-Okęcie, Varsavia-Modlin, Cracovia, Katowice, Danzica, Breslavia, Poznań, Rzeszów, Łódź, Bydgoszcz, Stettino e di Zielona Góra.

Carta degli aeroporti in Polonia
La rete stradale pianificata
InterCity e EuroCity collegamenti ferroviari, 2007

Le autostrade e superstrade in Polonia hanno un'estensione pianificata di 7300 km. Al 31 dicembre 2011 i chilometri percorribili sono 1 865.

La rete stradale è abbastanza frammentata, soprattutto nel tratto che dalla Germania conduce verso la Bielorussia, la rete è spesso trafficata dalla continua presenza di camion privi di una strada alternativa.

La rete autostradale conta diverse tratte aperte non ancora collegate fra loro. Esse sono, anche per via della recente costruzione, moderne, con corsia d'emergenza, oltre che munite di aree di servizio. La rete superstradale è sviluppata minormente. Il sistema di pagamento è misto. In alcuni tratti non prevede caselli ma solo barriere in determinati punti ad inizio della tratta stessa (sistema aperto). In altri tratti, invece, prevede caselli. Di recente il governo polacco ha votato a favore dell'introduzione del pedaggio a caselli in tutta la rete autostradale polacca, commissionando la costruzione dei caselli in tutte le autostrade già in servizio sprovviste. Ha anche votato per un aumento del pedaggio quasi esponenziale, che in alcune tratte ha toccato il 300%.

Le autostrade sono:

Le superstrade sono:

Le ferrovie polacche adottano scartamento ferroviario standard di Template:1435, in adozione nel resto dei paesi europei.

Ad effetto della continuità della rete polacca con le Repubbliche baltiche a nord, con la Bielorussia, e con il sistema ferroviario russo ad est, aventi scartamento "largo russo" di Template:1520, gli impianti ferroviari di confine con questi paesi sono dotati di attrezzature per il trasbordo dei materiali, o di cambiamento dello scartamento dei carri, mediante sostituzione dei carrelli, o più spesso mediante il transito di carri speciali dotati di sistemi di traslazione automatica delle ruote sugli assi, che permettono il cambio di scartamento 1520/1435, (SUW 2000 della ZNTK Poznań).

Telecomunicazioni

In Polonia le azioni del settore delle telecomunicazioni nella produzione del PIL, era del 4,4% nel 2000, in crescita rispetto al 2,5% del 1996. Ciò nonostante, a dispetto delle grandi spese per l'infrastruttura del settore (la copertura è cresciuta da 78 utenti per 1 000 abitanti nel 1989 ai 282 del 2000), il settore è ancora sottosviluppato. La densità delle stazioni televisive varia da regione a regione, con molti buchi nelle zone rurali. I principali gestori di telefonia fissa in Polonia sono: Telekomunikacja Polska, Dialog e Netia. I principali gestori di telefonia mobile sono: Era, Blueconnect, FreeM, Heyah, Orange, Play, Plus, Sami Swoi, Simplus, Tak Tak e T-Mobile.

Niccolò Copernico (in latino: Nicolaus Copernicus; in tedesco Nikolaus Kopernikus, in polacco Mikołaj Kopernik, IPA [miˈkɔwaj kɔˈpɛrɲik]; Toruń, 19 febbraio 1473Frombork, 24 maggio 1543) è stato un astronomo, matematico e presbitero polacco; è famoso per aver propugnato, difeso e alla fine definitivamente promosso l'evidenza del sistema eliocentrico contro il sistema geocentrico fino ad allora sostenuto nel mondo cristiano.

Architettura

Pittura

Una delle più importanti rappresentanti del movimento artistico del XX secolo fu Tamara de Lempicka, nota esponente dell'Art déco.

Letteratura

Una letteratura polacca si afferma nel XVI secolo con la poetica religiosa di Jan Kochanowski.

Nel XIX secolo si afferma la letteratura dei Tre Bardi ovvero i poeti nazionali del romanticismo in Polonia: Adam Mickiewicz, Juliusz Słowacki e Zygmunt Krasiński e nasce il poema epico nazionale, Pan Tadeusz (1834) di Adam Mickiewicz e il romanzo storico (Quo vadis?) di Henryk Sienkiewicz, Premio Nobel per la letteratura 1905.

Il XX secolo è caratterizzato dai temi storici delle due Guerre Mondiali, dai temi sulla realtà polacca di Władysław Reymont, Premio Nobel per la letteratura nel 1924, dalla poesia di Czesław Miłosz, Nobel Letteratura nel 1980 e Wisława Szymborska, Nobel Letteratura nel 1996.

Nel XX secolo si affermò anche il romanzo di fantascienza con Stanisław Lem, autore, tra l'altro, del romanzo Solaris (1961), tradotto in oltre trenta lingue.

Nel XXI secolo si è distinta la figura della scrittrice Olga Tokarczuk, Premio Nobel per la letteratura del 2018.

Filosofia

Tra i grandi contributi in campo filosofico ricordiamo la figura dell'umanista Andrzej Frycz Modrzewski (1503-1572), esponente di spicco del Rinascimento polacco, considerato il padre della democrazia in Polonia e autore del trattato De Republica emendanda, in 5 libri.

Kazimierz Twardowski, il fondatore della scuola filosofica "Lviv-Varsavia", ha dato un contributo eccezionale alla filosofia. La scuola includeva, tra gli altri Jan Łukasiewicz, Władysław Witwicki, Kazimierz Ajdukiewicz, Tadeusz Czeżowski, Tadeusz Kotarbiński, Zygmunt Zawirski, Stanisław Leśniewski, Władysław Tatarkiewicz, Alfred Tarski, Maria e Stanisław Ossowsscy. La scuola Lviv-Warsaw è diventata famosa in tutto il mondo grazie ai suoi risultati nel campo della logica. Tuttavia, la produzione della scuola è molto più ampia e copre praticamente tutte le discipline filosofiche.

Musica

Orchestra filarmonica di Stettino

La Polonia è il paese natale di Fryderyk Chopin (1810-1849), il compositore più rappresentativo della nazione e notevole esponente della musica romantica: a lui è intitolato il prestigioso Concorso pianistico internazionale Fryderyk Chopin che si svolge a Varsavia ogni cinque anni. In Polonia il padre dell'opera polacca viene considerato invece Stanisław Moniuszko (1819-1872). Di notevole importanza internazionale è anche la produzione musicale di compositori contemporanei quali Witold Lutosławski, Zbgniew Preisner e Krzysztof Penderecki.

Ampia importanza ha comunque, nella vita culturale polacca, la musica. I generi ascoltati sono dei più svariati e frequente è l'ascolto in lingue diverse dal polacco o dall'inglese. Fra i cantanti e i gruppi polacchi possiamo citare: Dżem, Grzegorz Turnau, Marek Grechuta, Anna Jantar, Ewa Demarczyk, Violetta Villas, Anna German, Ania Dąbrowska, Gosia Andrzejewicz, Kasia Nosowska, Kayah, Kasia Kowalska, Lady Pank, Piotr Sikorowski, Martyna Jakubowicz, Stare Dobre Małżeństwo, Kult e il frontman Kazik Staszewski, Czesław Niemen, Pidżama Porno, Perfect, Republika, Varius Manx, Kombi, Anita Lipnicka, T.Love, Myslowitz, Edyta Górniak, Krzysztof Krawczyk, Maryla Rodowicz, Budka Suflera, Michał Szpak e il tenore Piotr Beczała. Una notevole importanza riveste anche la musica metal: sono molti i gruppi polacchi di fama infatti, dai Vader ai Behemoth, dai Decapitated a Graveland.

Cinema

Fra i più noti registi ed attori polacchi possiamo citare: Krzysztof Kieślowski, Krzysztof Zanussi, Stanisław Bareja, Marek Koterski, Agnieszka Holland, Andrzej Wajda, Roman Polański, Paweł Pawlikowski, Jerzy Skolimowski e Andrzej Saramonowicz.

Scienza

In ambito astronomico, Niccolò Copernico, con il suo De revolutionibus orbium coelestium (1543) espose la teoria eliocentrica (sistema eliocentrico), in opposizione alla teoria geocentrica (sistema geocentrico), dando un decisivo contributo alla nascita dell'astronomia moderna.

Nel XX secolo si distinse l'importante figura di Marie Curie, Premio Nobel per la fisica, nel 1903, per i suoi studi sulle radiazioni e Premio Nobel per la chimica (assieme al marito Pierre), nel 1911, per la scoperta del radio (1898) e del polonio (1902): il polonio venne battezzato così proprio in onore della Polonia, terra natale di Marie Curie.

Videogiochi

Per la Polonia il settore videoludico rappresenta uno degli ambiti di sviluppo più forti a partire dagli anni 2000, soprattutto a livello europeo. A dimostrazione dell'interesse nazionale riposto in questa forma d'arte interattiva, il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha offerto come dono il videogioco polacco The Witcher 2: Assassins of Kings (tratto dai libri di Andrzej Sapkowski) al presidente degli Stati Uniti d'America Barack Obama nel 2011, durante il loro incontro ufficiale[31].

A questa serie di videogiochi il governo decise anche di dedicarne una produzione di francobolli[32]. Nel 2016, il governo polacco sostiene egli stesso l'industria videoludica nazionale, con fondi di decine di milioni di euro; tra le software house sostenute vi sono le ben note CD Projekt (produttrice di Cyberpunk 2077, tra gli altri) e Techland[33].

Comunicazione

Secondo Reporter senza frontiere, la libertà di stampa della Polonia nel 2004 era al 32º posto su 164 paesi.

Gastronomia

Il bagel ha avuto origine in Polonia

La cucina polacca è molto varia ma risulta difficile definirne l'origine e la tipicità. La cucina attuale infatti è frutto dei cambiamenti storici e delle numerose invasioni, che hanno profondamente influenzato la moda culinaria ed è il risultato della reinterpretazione delle influenze delle cucine tedesca, francese e italiana. L'ingrediente principale è la patata ma sono molto celebri le carni di maiale affumicate e le zuppe.

Il pranzo è il pasto principale della giornata, ed è consumato nelle prime ore del pomeriggio. Le portate sono una zuppa, seguita da un piatto generico e verdura ed infine il dolce accompagnato da .

Tra le minestre tradizionali il barszcz, una zuppa di barbabietole, il żurek, una minestra di farina di segale acida, la ogórkowa, una minestra di cetrioli, e il kapuśniak, a base di cavoli.

Il piatto nazionale più popolare, tipico della Polonia, è la braciola di maiale (pol. kotlet schabowy), spesso servita come piatto principale a cena. È una braciola di maiale impanata (con o senza osso).

Il più celebre e tradizionale piatto polacco è il bigos, uno stufato di carne, cavoli e crauti, con aggiunta di prugne secche ed altre spezie. Tra i piatti celebri i pierogi, ravioli ripieni, a scelta, di formaggio, funghi, frutta, cavoli o carne, i gołąbki, involtini di cavolo ripieni di carne e di riso, i pyzy, gnocchi di patate con o senza ripieno di carne. Tra i piatti a base di pesce da annoverare vi è karp, carpa in gelatina o fritta e śledź, filetti di aringa serviti in diverse salse a base di panna e aceto. Il piatto nazionale più popolare, tipico della Polonia, è la braciola di maiale (pol.Kotlet schabowy), spesso servita come piatto principale a cena. È una braciola di maiale impanata (con o senza osso) che ricorda una cotoletta viennese.

Bigos - piatto tradizionale risalente al Medioevo. Gli ingredienti base dei bigos sono crauti finemente sminuzzati o cavolo fresco (a volte si usano solo crauti), vari tipi di carne e salsicce, funghi secchi, prugne (o affumicate), cipolle e spezie. Il piatto è stufato nel vino rosso e servito con pane a lievitazione naturale.
Mizeria - insalata di cetrioli verdi

Mizeria (dal latino misserere, abbi pietà) - secondo la leggenda, portata in Polonia dalla principessa italiana Bona Sforza D'Aragona, divenuta poi regina di Polonia - insalata di cetrioli verdi (grattugiati o affettati), un'aggiunta frequente alla cena con un piatto nazionale - braciola di maiale ("schabowy") o braciola polpettone ("mielony) con l'aggiunta di cipolla e panna, kefir, yogurt o latte cagliato, anche se esistono anche versioni con olio e pepe o con succo di limone e zucchero. Questa insalata è inoltre completata con pomodoro, aneto, erba cipollina, menta, prezzemolo o fiori e foglie di borragine.

Gzik (o gzika)- un piatto regionale tipico della Grande Polonia e della cucina cuiaviana; ricotta mescolata con panna (si usa latte o yogurt al posto della panna), mescolata con erba cipollina e ravanello (ci sono anche altri additivi, ad esempio cipolla o uovo). Gzik servito con patate al cartoccio si chiama "pyry z gzikiem".

Tra i dolci tipici si possono annoverare: makowiec, il cui ingrediente principale sono i semi di papavero, sernik a base di formaggio fresco e piernik a base di miele e spezie.

Le bevande tipiche polacche sono la birra, la vodka, la śliwowica (ottenuta dalla fermentazione delle prugne), il kwas. La cena viene servita con il kompot, una bevanda a base di frutta bollita (ad es. mele, pere, zucche, prugne).

Data Nome Celebrazione
3 maggio Giorno della Costituzione polacca di maggio celebra la Costituzione polacca del 1791, prima Costituzione europea
11 novembre Giorno dell'indipendenza della Polonia celebra l'indipendenza polacca dalle potenze straniere, nel 1918

Altre ricorrenze nazionali

Logo Ufficiale del campionato europeo di calcio 2012

Calcio

Lo sport nazionale è il calcio. La nazionale polacca si è qualificata otto volte per la fase finale dei campionati mondiali di calcio, giungendo terza nel 1974 e nel 1982. Ha partecipato per la prima volta alla fase finale di un Campionato europeo nel 2008 e ha ospitato, insieme all'Ucraina, quelli del 2012. Ha conquistato inoltre la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Monaco del 1972 e la medaglia d'argento alle Olimpiadi di Montréal del 1976 e alle Olimpiadi di Barcellona del 1992.

Sono considerati fra i più famosi calciatori polacchi Zbigniew Boniek, inserito nella lista FIFA 100 e Robert Lewandowski[34].

La Polonia assieme all'Ucraina ha ospitato nel mese di giugno la fase finale del Campionato europeo di calcio 2012. Questo evento, organizzato dalla UEFA, ha visto impegnate 16 squadre nazionali, che si sono affrontate sui campi di Varsavia, Poznań, Danzica e Breslavia.

Ad europeo concluso in mano al paese polacco rimangono, tra le altre migliaia di investimenti, soprattutto i quattro stadi di livello mondiale: Stadion Narodowy (Varsavia), PGE Arena Gdańsk (Danzica), Stadion Miejski (Poznań), Stadion Miejski (Breslavia).

La Polonia ha ospitato dal 7 al 30 giugno 2017 il Campionato europeo di calcio Under-21.

Pallavolo

La nazionale di pallavolo polacca è stata, al pari di gran parte delle nazionali dell'Europa dell'Est, una delle più forti compagini al Mondo fra gli anni '50 e '80. In particolare, a metà degli anni '70, fu l'unica a contendere all'Unione Sovietica il ruolo di squadra più forte del Mondo, riuscendo a vincere sia il Mondiale che l'Olimpiade. Nel 2014 la Nazionale di pallavolo maschile della Polonia ha vinto di nuovo il Mondiale in casa e si è riconfermata campione del mondo nel 2018.

Giochi olimpici

La prima medaglia d'oro olimpica per la Polonia è stata vinta da Halina Konopacka, nel lancio del disco, ai Giochi olimpici di Amsterdam nel 1928.

Altri sport

Altri sport molto popolari in Polonia sono la pallacanestro, lo speedway, l'hockey su ghiaccio, la pallamano e anche il salto con gli sci.

Alpinismo

Other Languages

Copyright